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Bracciano | Civitavecchia - Corneto Tarquinia 
Tramvia elettrica Roma - Civita Castellana (km. 54, partenza da piazza della Libertà, percorso in ore 2.46): and.-rit., I cl. L. 7,85; II L. 4,80. Per visitare in un giorno Civita Castellana e godere la vista dei panorami dei paesi attraversati dalla linea, conviene partire coi primi treni del mattino.

Porta Innocenziana.
Lungo il percorso che fa la tramvia sull'antica via Flaminia, al 12º km., su d'un piccolo colle. destra, trovasi Castel Giubileo con intorno le informi rovine di Fidene, città più antica di Roma, sottomessa e distrutta dai Romani; Paolo Orsini nel medio evo distrusse il castello che s'ergeva
sul colle; nel 1700, sulle fondamenta del castello, si costruì il casale che esiste tuttora e che servì di ricovero nel 1867
a Giuseppe Garibaldi e a quel manipolo di prodi che tentarono poi l'impresa di Roma. Al 13º km. è la fermata di Prima Porta, piccola borgata ove avvenne la memorabile battaglia fra Massenzio e Costantino e che conserva sull'altura a destra di chi
parte da Roma i resti della magnifica villa di Livia, madre di Augusto. Tuttora si ammirano i grossi muri delle fondamenta,
i frammenti a mosaico dei pavimenti e le pareti d'una stanza dipinta a fresco. Al 20º km. Scrofano alla cui sinistra è il monte Musino, ricoperto da foltissimi boschi, e sulla cui cima esisteva il tempio etrusco di Voltumna.

Forte del Sangallo.

Cattedrale.
Al 54º km. Civita Castellana (Albergo - ristorante Falisco. Camere da L. 1 a 1,50. Pranzo L. 1,25, L. 1,50 e 2 alla carta. Albergo - trattoria Natalucci, prezzi modici) che giace a 145 m. sul livello del mare, sopra il grande altipiano che dai monti Cimini scende alla valle del Tevere, presso la sponda sinistra del Treja. È circondata, eccetto che a ponente, da profondi e pittoreschi burroni, scavati dalle acque nel tufo vulcanico che forma il sottosuolo dell'altipiano.

Ponte Clementino.
Civita Castellana, l'antica Faleria etrusca, caduta nel 363 in potere dei Romani, ebbe titolo di città da Gregorio V, nel 998. Il forte Giulio (permesso al municipio), costruito (1494 - 1500) da Antonio da Sangallo il Vecchio per ordine di Alessandro VI, che ne fece una prigione di Stato, e ampliato da Giulio II e Leone X; ora ha cessato di esser luogo di pena e può essere ammirato in ogni suo particolare, giacché ancora conserva tutte le caratteristiche del medioevo, con le sue mura colossali, gli spalti, il fossato, le feritoie. Dall'ultimo spalto godesi il magnifico panorama della vallata del Treja, del Soratte e delle montagne del Viterbese. La cattedrale (mon. naz.), S. Maria, ha un bel portico, costruito, secondo un'iscrizione, nel 1210 dai Cosmati Lorenzo, Giacomo, Cosma Romano. Al di sopra della porta di destra un busto in mosaico del Redentore, di Giacomo Romano. L'interno fu rinnovato nel 1736 - 1740. Una scala a sin. dell'altare maggiore conduce alla cripta ornata di colonne, in parte antiche, e di due altari della Rinascenza, fatti innalzare da Rodrigo Borgia; vicino è murata l'antica apertura del coro, i cui pannelli sono riccamente decorati di mosaici. Dalla piazza Vittorio Emanuele, in dieci minuti, si giunge al ponte Clementino; a grandi arcate, fatto edificare dal cardinale Imperiali nel 1712.
Distanti 6 km. sono le rovine di Falleri (vettura o cavalcatura; contrattare il prezzo), antichissima città, le cui mura sono quasi intatte, con piccole torri e porte di stile romano e notevoli quelle di Giove e di Bove. Falleri offre pure avanzi di sepolcri, d'una piscina e del teatro, opera di Augusto, ove, nel 1830, si rinvenne una bella statua di Livia e frammenti di statue dei Cesari Cajo e Lucio. La chiesa episcopale di S. Maria di Falleri, opera dei Cosmati, Giacomo e Lorenzo, bel campione d'arte duecentesca, ora è in uno stato di deplorevole abbandono.

S. Maria di Falleri.
Di grande importanza storica e artistica sono le reliquie della Falleri etrusca. Presso il ponte Terzano e in contrada Penna si veggono ancora delle tombe aperte, case ipogee e avanzi di mura falische. Poco dopo il ponte di Celle, volgendo a destra, si osserva la pianta del tempio di Giunone Curite, esplorato nel 1886, con le tre celle, l'abside e l'ara. Nella località Scasato venne scoperto un tempio di Apollo di cui si rinvenne la testa e il torso, che ora figurano nel museo di Villa Giulia a Roma. Nel 1902 venne scoperto altro tempio dedicato a Mercurio Efleo, con la statua del nume, l'ara dei sacrifici e molte figurazioni plastiche di gran valore.
Per chi volesse visitare le importanti reliquie etrusche che sono nel territorio di Civita Castellana occorre che alla gita dedichi una seconda giornata. Nel secondo giorno, di buon mattino, valendosi d'una cavalcatura (contrattare) può recarsi al colle di Narce, presso il paese di Calcata, a sud di Falleri, distante appena 9. km. da Civita. Per andarvi, conviene risalire il Treja e seguirne le sinuosità. Narce, di fronte a Calcata, era un'antica fortezza etrusca e il colle infatti è nettamente spianato sulla cima. Per salirvi, bisogna scendere da Calcata in fondo al vallone, indi rimontare il piano del colle per una stradicciuola tortuosa. Da quel punto Calcata ha l'aspetto d'un ammasso informe di case primitive di pietra, di tufo, senza intonaco, sopra un gruppo di scogli enormi su cui s'aprono centinaia di buchi e grotte, i sepolcri falisci. Il colle di Narce era diviso in tre ripiani da tre recinti di mura e nel più piccolo era il posto di vedetta. Sulle falde del colle sono numerosi i cunicoli, le tombe manomesse, che solo in parte hanno arricchito il museo di Villa Giulia. La parte fortificata dell'antica Narce fu posta in comunicazione con altra collina prossima, detta ora Monte dei Santi, mediante un grandioso viadotto, lungo 150 m., alto 30, largo alla base circa 10 m. Di esso rimangono vestigia della parte centrale, tracce della testata verso Monte dei Santi, ove si veggono bene le rocce tagliate che servivano di base; opera grandiosa se si pensa al tempo lontano in cui venne fondata e che rivela già un alto concetto direttivo nella architettura militare.

Entrata di una tomba dei Falisci sul colle di Narce.
Civita Castellana è anche ottima stazione climatica estiva-autunnale.
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